Agro-Biodiversità: prosegue il progetto voluto dal CRU del Friuli-Venezia Giulia

Agro-Biodiversità: prosegue il progetto voluto dal CRU del Friuli-Venezia Giulia

Prosegue, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più le giovani generazioni, il progetto sull’agro-biodiversità. Iniziativa didattica messa a fuoco da un gruppo di lavoro dell’Università di Udine e fortemente voluta dal CRU del Friuli-Venezia Giulia, l'organismo informale creato da Unipol che raggruppa i principali portatori d'interesse tra cui Legacoop Fvg, Cgil, Cisl e Uil. Un impegno che si concretizza nella volontà di fare sempre più rete tra diversi soggetti coinvolti, persone, imprese e istituzioni, sensibilizzando prima di tutto i giovani alla tutela del territorio rurale e della agro-biodiversità.

Il convegno di lancio dell’iniziativa si è tenuto a Udine a fine maggio dello scorso anno . Vi hanno preso parte rappresentanti del mondo politico e cooperativo, docenti universitari e degli istituti superiori, questi ultimi accompagnati da ragazzi e ragazze. Il percorso progettuale è proseguito con la presentazione delle tematiche relative all’agro-biodiversità da parte del prof. Fabiano Miceli, docente dell’ateneo friulano. Va ricordato come un gruppo-classe dell’Istituto Tecnico Agrario G. Brignoli di Gradisca (GO), sotto la guida del docente, il professor Davide Mosetti, sia intervenuto, descrivendo il lavoro specifico condotto nel precedente anno scolastico. Un incontro, quest’ultimo che ha dato modo di discutere e concordare le tematiche nonché le date generali del lavoro previsto nelle classi e che si svilupperà fino al prossimo maggio 2025. Oltre al Brignoli di Gradisca, nel progetto è stata coinvolta anche una classe dell’Istituto Paolino D’Aquileia di Cividale del Friuli (UD) guidata dal professor Michele Siega.

 

Il programma degli incontri

Il percorso è iniziato al Brignoli e al Paolino D’Aquileia nel mese di gennaio, con una presentazione introduttiva del prof. Miceli rivolta ai docenti: i temi sono stati l’agro-biodiversità e le risorse genetiche agrarie, i pionieri del settore (Vavilov, Harlan, Wilson), il Trattato Internazionale FAO ed il sistema dei centri di ricerca agraria internazionale (CGIAR). Il prossimo febbraio le attività nelle due classi coinvolte si focalizzeranno sulle strategie della conservazione ex situ e in situ, con un laboratorio che consisterà nella rilevazione di caratteristiche fenotipiche di semi e piante di fagiolo e mais.

La consultazione dei principali siti web dedicati all’argomento, nonché i portali degli istituti di ricerca agricola internazionale CGIAR, compreso Bioversity International che ha sede nel nostro paese, i progetti europei EURISCO ed EPGRIS saranno invece temi trattati a marzo. La progettazione di una banca interna delle accessioni reperite dagli studenti sarà il focus del penultimo appuntamento in programma ad aprile. Nello stesso incontro si parlerà anche degli indici di qualità, dell’indice di reidratazione del seme e della facilità di cottura del fagiolo, mentre per il mais di attitudine d’uso e resa alla macinazione e delle caratteristiche organolettiche della produzione per polenta. Il contenuto di tutti gli incontri è frutto del lavoro congiunto tra il prof. Miceli e  i due professori coinvolti dei rispettivi istituti.

Il progetto si chiuderà come detto a inizio maggio presso l’Azienda universitaria “A. Servadei” con la visita alla BaGAV. Il percorso si concluderà esaminando in concreto elementi della gestione delle accessioni, sia delle specie da seme che a moltiplicazione vegetativa. Per queste ultime,  ovvero vite e fruttiferi, saranno visitati i campi-catalogo (field genebanks) realizzati in azienda. Non mancherà un esame critico del percorso svolto, a cura degli studenti. Un’occasione in cui verranno messe sul tavolo anche ulteriori idee e proposte di collaborazione tra le scuole, BaGAV e l’azienda Servadei, a partire dalla compilazione di sintesi scritte degli interventi, che potranno trovare uno spazio specifico di diffusione.


Bellezza Italia: in azione per il Fiume Nera

Bellezza Italia: in azione per il Fiume Nera

Un progetto di citizen science per la conservazione degli ecosistemi acquatici della Valnerina

Bellezza Italia ha un obiettivo concreto: valorizzare i luoghi e le esperienze più qualificanti del Paese. Luoghi che rendono unica l’Italia, ma che sempre più spesso sono minacciati dagli effetti della crisi climatica e dalla perdita di biodiversità. Grazie alla collaborazione tra Legambiente e il Gruppo Unipol sono già stati realizzati numerosi progetti di recupero e riqualificazione di aree del nostro Paese penalizzate da fenomeni di degrado. Negli ultimi anni Legambiente e il gruppo Unipol hanno aggiunto un ulteriore importante tassello nel definire gli interventi da attuare con Bellezza Italia: affrontare l’emergenza climatica e la salvaguardia della biodiversità per provare a dare un contributo, restituendo aree compromesse alla bellezza e alla fruizione sicura, aiutandole a diventare resilienti, in grado, cioè, di affrontare e resistere a eventi estremi. Zone che grazie a questi interventi sono state restituite ai cittadini, favorendo tutte le sinergie possibili tra società civile, imprese e istituzioni.

La Valnerina, attraversata da Fiume Nera e dai suoi affluenti, è un territorio di straordinaria bellezza, ricco di natura, cultura e di tradizioni ancora profondamente presenti e radicate e caratterizzato dalla presenza di una ricca rete di aree naturali destinate alla conservazione della biodiversità.
Il progetto intende favorire la conoscenza e la valorizzazione degli ecosistemi acquatici e della trota mediterranea da parte delle comunità locali, dei fruitori del fiume, tra cui pescatori, escursionisti e turisti.
Il cuore del progetto è caratterizzato dal monitoraggio della fauna bentonica, dei nidi di riproduzione della trota mediterranea e dall’analisi dei parametri chimico fisici delle acque: una vera e propria attività di citizen science che prevede la compilazione di schede, la raccolta di immagini e video.
Il protocollo di monitoraggio è stato definito con il supporto scientifico del Dipartimento di Chimica Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia e coinvolge i soci dell’associazione e i pescatori e consente di raccogliere informazioni preziose per valutare la qualità dell’habitat e gli effetti delle pressioni antropiche, la densità delle popolazioni che abitano il fiume e quindi valutare lo stato di salute degli ecosistemi acquatici della Valnerina e dei fiumi per una loro migliore conservazione.


Sindaci dei Comuni Borghi Autentici d'Italia

A Villetta Barrea due giorni di laboratori dedicati ai Sindaci dei Comuni Borghi Autentici d'Italia

Borghi Autentici d'Italia non è solo una grande associazione che racchiude oltre 300 borghi e territori sparsi per l'Italia, ma anche un luogo dove confrontarsi, crescere, formarsi e mettere in relazione le Comunità attraverso lo scambio di idee, di strategie, di buone prassi.

Da questa voglia di incontrarsi e di mettersi in gioco facendo formazione attiva che nasce "E' TUTTA COLPA DEL SINDACO LAB", un evento dedicato ai Sindaci dei piccoli comuni italiani per progettare insieme idee e iniziative volte a valorizzare i Borghi Autentici d’Italia.

Saranno due giorni di innovazione, collaborazione e futuro, UN’OPPORTUNITÀ PER COSTRUIRE LEGAMI, PROGETTARE INSIEME E CREARE UN IMPATTO REALE SUL TERRITORIO.

E' TUTTA COLPA DEL SINDACO LAB è un format di incontro formativo dedicato agli Amministratori dei Borghi Autentici d’Italia per approfondire tematiche innovative e progettare azioni che possano creare un impatto reale sui territori e nelle comunità.

il 10 e l'11 gennaio 2025 ci ritroveremo nel Borgo Autentico di Villetta Barrea, in Abruzzo, dove avvieremo questa due giorni di formazione, coordinati dalla Presidente Rosanna Mazzia e dalla Segreteria Nazionale. Alla due giorni parteciperanno insieme ai nostri autorevoli partners, i Componenti del Consiglio Direttivo, i rappresentanti del Comitato Etico, e i Delegati Regionali BAI.

 - 10 gennaio, dalle ore 16.00 alle 20.00, le sessioni tematiche:

"I PATTI DI COLLABORAZIONE E LA CURA DEI BENI COMUNI PER VALORIZZARE LE RISORSE DELLA COMUNITÀ LOCALE"

a cura di Pasquale Bonasora, Presidente Labsus

“LA RICOSTRUZIONE SOCIALE DEI TERRITORI: COLLABORAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO E IL RUOLO DEL TERZO SETTORE”

a cura di Elena Torri, CRU Unipol - Stakeholder Manager

“VITA DI BORGO E CONDIVISIONE ABITATIVA”

a cura di Sandro Polci, Senior partner Cresme Consulting

- 11 gennaio 2025, dalle ore 10.00 alle ore 13.00:

SESSIONE PLENARIA E CONFRONTO SULLE SESSIONI TEMATICHE

SVILUPPO DELLA RETE NAZIONALE E PIANIFICAZIONE DEL LAVORO FUTURO

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO


Stipulato e iscritto l’atto di fusione per incorporazione di Unipolsai Assicurazioni S.P.A., Unipol Finance S.R.L., Unipolpart I S.P.A. e Unipol Investment S.P.A. in Unipol Gruppo S.P.A

Unipol Gruppo S.p.A. (anche la “Società” o “Unipol”) comunica che è stato stipulato in data odierna l’atto di fusione per incorporazione di UnipolSai Assicurazioni S.p.A. (“UnipolSai”), Unipol Finance S.r.l., UnipolPart I S.p.A. e Unipol Investment S.p.A. in Unipol (la “Fusione”). L’atto di Fusione è stato depositato e iscritto, sempre in data odierna, presso il competente ufficio del Registro delle Imprese di Bologna.

Gli effetti civilistici della Fusione decorreranno dalle ore 23.59 del 31 dicembre 2024 (la “Data di Efficacia”). Gli effetti contabili e fiscali della Fusione decorreranno dal 1° gennaio 2024.

Si ricorda che, a decorrere dalla Data di Efficacia, Unipol assumerà la denominazione sociale “Unipol Assicurazioni S.p.A.” o, in breve, “Unipol S.p.A.” ed entreranno in vigore le modifiche statutarie connesse alla Fusione.

La documentazione relativa alla Fusione è a disposizione del pubblico sul sito internet della Società www.unipol.it (Sezione Governance/Operazioni Societarie/Progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo Unipol).


Cooperazione e Territorio: Successo per “Cooperare in Quota 2024” a Sedico (BL)

Cooperazione e Territorio: Successo per “Cooperare in Quota 2024” a Sedico (BL)

Il modello dell’impresa cooperativa si conferma una risposta efficace per garantire servizi, valorizzare il territorio e affrontare con resilienza le sfide del mercato. Questo il tema centrale di “Cooperare in Quota 2024”, l’evento organizzato da Legacoop Veneto, patrocinato dalla Provincia di Belluno e realizzato con il contributo del Consiglio Regionale Unipol del Veneto, che si è tenuto ieri a Sedico (BL), dedicato alla cooperazione nelle aree montane.

L’incontro ha preso avvio da un’indagine condotta dall’Università degli Studi di Padova sullo stato di salute della cooperazione bellunese, fornendo uno spunto di riflessione su diversi temi cruciali:

  • Il modello cooperativo come motore di attrattività territoriale, capace di proporre soluzioni innovative per lo sviluppo locale.
  • Il valore delle reti e delle filiere, strumenti indispensabili per affrontare le criticità sia a livello locale che globale.
  • L’impegno normativo di Legacoop Veneto, volto a promuovere una legge regionale sulle cooperative di comunità, con l’obiettivo di codificarne il modello e garantire risorse dedicate per il loro sviluppo.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto per rafforzare la cooperazione nelle aree montane e ribadire l’importanza delle comunità organizzate in forma di impresa cooperativa. Un modello che guarda al futuro con soluzioni concrete e sostenibili, preservando e valorizzando il territorio.

(Foto: canale LinkedIn Legacoop Veneto)


Il 17 dicembre a Belluno il convegno “Cooperare in Quota”

Il 17 dicembre a Belluno il convegno “Cooperare in Quota”

Martedì 17 dicembre 2024, dalle ore 9:30 alle 13:00, presso la Sala convegni di Villa Patt a Sedico (BL), si terrà il convegno “Cooperare in Quota”, un importante appuntamento dedicato alla promozione della cooperazione e alla valorizzazione delle comunità montane del Bellunese.

L’evento, promosso da Legacoop Veneto, patrocinato dalla Provincia di Belluno e realizzato con il contributo del Consiglio Regionale Unipol del Veneto, vedrà la partecipazione di cooperatori, amministratori locali, rappresentanti istituzionali e del mondo accademico. Al centro del dibattito ci sarà l’importanza dei servizi come elemento essenziale per garantire la sopravvivenza economica e sociale delle comunità montane, con un focus particolare sui modelli di cooperative di comunità.

Tra i momenti salienti della mattinata:

  • La presentazione dei risultati di una recente ricerca sullo stato di salute della cooperazione bellunese, condotta dal Dipartimento FISPPA (Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata) dell’Università degli Studi di Padova.
  • Una tavola rotonda che coinvolgerà esperti, amministratori e cooperatori, per esplorare modelli economici innovativi capaci di rispondere alle sfide demografiche, economiche e sociali del territorio.

L’iniziativa rientra nel progetto Interreg VI-A Italia – Österreich 2021-2027, denominato “Cooperare in Quota”, che vede Legacoop Veneto come capofila e la collaborazione di B*Coop, Coopbund e il Comune di Oberlienz.

Attraverso questo evento, si intende rafforzare il dialogo tra i diversi attori del territorio e promuovere la cooperazione come strumento chiave per lo sviluppo sostenibile delle aree montane.

Di seguito il programma della mattinata. Registrazione compilando il form iscrizione predisposto


Consulta Nazionale dei Presidenti CRU: focus su innovazione, sostenibilità e progetti territoriali

Consulta Nazionale dei Presidenti CRU: focus su innovazione, sostenibilità e progetti territoriali

Mercoledì 27 novembre si è svolta online la Consulta Nazionale dei Presidenti CRU, un appuntamento di importante per fare il punto sulle iniziative territoriali e sulle strategie future dei Consigli Regionali Unipol.

L’evento è stato aperto da Marisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità Unipol, ed è proseguito con una serie di interventi su temi chiave come la sanità integrativa, le iniziative territoriali e lo sviluppo sostenibile.

Giovanna Gigliotti, Chief Life & Health Officer di UnipolSai Assicurazioni e UniSalute, ha illustrato le novità legate all’evoluzione di UniSalute. Tra queste, la polizza digitale modulare e flessibile “UniSalute per te”, pensata principalmente per i millennials, che può essere acquistata da casa online con la completa disponibilità a supporto di un call center. Gigliotti ha sottolineato poi l’impegno di UniSalute nel prendersi cura della salute a 360°, con un’attenzione particolare alla prevenzione, alla gestione delle cronicità attraverso programmi innovativi come "Monitor Salute," alle iniziative per diffondere la cultura della prevenzione e a migliorare stili di vita e abitudini alimentari.

Fausto Sacchelli, Responsabile Nazionale CRU, ha successivamente fatto il punto sulle attività promosse dai Consigli Regionali CRU negli ultimi due anni e sulle iniziative previste per il 2025. In particolare ha evidenziato il rafforzamento dei coordinamenti CRU Meridione e CRU Centro Italia, e fissato come obiettivi quelli di ampliare le collaborazioni territoriali e rafforzare l’integrazione con le altre componenti del Gruppo Unipol.

Elena Torri, Responsabile del Progetto CREAREE, ha presentato Indi, una piattaforma in fase di sviluppo pensata per misurare l’impatto reale dei progetti locali su lavoro, economia, ambiente e coesione sociale, attraverso un approccio innovativo basato sull’analisi delle interdipendenze qualitative.

Daniele Giorgetti, Sostenibilità di UnipolSai, ha affrontato poi il tema della rendicontazione e illustrato l’analisi di rilevanza che sta realizzando il Gruppo Unipol. I risultati saranno utilizzati per il Sustainability Statement del Gruppo Unipol per il 2024.

L’evento si è concluso con l’intervento dei presidenti dei CRU, che hanno condiviso i progressi sui progetti in corso a livello territoriale e tracciato le prospettive future, ribadendo il valore della collaborazione locale per portare avanti azioni che abbiano impatto reale sulla vita dei cittadini.


L’educazione finanziaria dei giovani: investire e fare impresa per un futuro sostenibile

      • La radicale revisione delle priorità di vita da parte dei giovani, soprattutto donne - che cercano più istruzione, lavoro, sicurezza economica e risparmio, ma meno famiglia, figli, casa di proprietà - richiederà importanti cambiamenti al settore finanziario. 
      • La cultura finanziaria dei giovani italiani (18-35 anni) è sotto la media OCSE. 
      • Le giovani donne (18-35 anni) hanno in media un livello di alfabetizzazione finanziaria inferiore agli uomini: l’educazione finanziaria rappresenta uno strumento di prevenzione della violenza economica.
      • Il web è lo strumento di informazione finanziaria prediletto dai giovani. 

È quanto emerso ieri durante il convegno sul tema del rapporto delle giovani generazioni con denaro e risparmio 


Si è tenuto ieri, giovedì 28 novembre, presso la Sala Morghen del Palazzo Confesercenti a Milano, il convegno “L’educazione finanziaria dei giovani: investire e fare impresa per un futuro sostenibile”, realizzato dal CRU (Consiglio Regionale Unipol) della Lombardia con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, oltre a quello di ASviS – (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).

L’appuntamento – all’interno del quale sono stati presentati alcuni dei risultati della terza edizione di GenerationShip, a cura di Kkienn Connecting People and Companies per il Gruppo Unipol che analizza i cambiamenti socio-culturali delle nuove generazioni italiane, con un focus su Millennials e Generazione Z – si inserisce all’interno del calendario della Settima Edizione del Mese dell’educazione finanziaria ed è finalizzato a riportare al centro del dibattito pubblico il tema del rapporto delle giovani generazioni con il denaro, attraverso tre diverse angolazioni prospettiche: l’educazione finanziaria, gli investimenti, l’imprenditoria giovanile.

La ricerca GenerationShip evidenzia come il declino economico-sociale degli ultimi trent'anni e la rivoluzione digitale abbiano influenzato profondamente le priorità e le strategie dei giovani portando a un cambiamento radicale nelle scelte di vita: maggiore attenzione a istruzione, lavoro e sicurezza economica e risparmio, ma una diminuzione di interesse verso famiglia, proprietà immobiliare, figli e mutui sulla casa. 

Fattori come la denatalità e la richiesta di trasparenza e fiducia da parte delle nuove generazioni, immerse nella cultura digitale, richiederanno importanti cambiamenti al settore finanziario e rappresentano anche un’opportunità per innovarne i servizi, soprattutto in ambiti come risparmio, investimenti ed educazione assicurativa.

Nel corso dell’evento, inoltre, è stata scattata una fotografia sullo stato di alfabetizzazione finanziaria e sulle competenze di finanza digitale degli italiani tra i 18 e 35 anni dal quale è emerso che l’educazione finanziaria dei giovani (18-35 anni) in Italia è sotto la media OCSE. In particolare, le donne registrano, in media, un livello alfabetizzazione finanziaria inferiore rispetto agli uomini.

Le donne sono, infatti, un soggetto considerato fragile su diversi aspetti a partire da una minor partecipazione al mondo del lavoro dove il tasso di occupazione è del 53% rispetto al 69% degli uomini e sono soggette a un pay gap dell’11% (dato al 2021). Inoltre, le donne senza occupazione spesso non hanno accesso a servizi finanziari di base (c/c e carte). Infine, la popolazione femminile   partecipa meno agli investimenti e delega più di frequente le decisioni. 

In questo contesto, l’educazione finanziaria può essere, per le giovani donne, uno strumento fondamentale di prevenzione della violenza economica in quanto la conoscenza di concetti economici di base e dei comportamenti prudenti da adottare nella gestione dei propri soldi può migliorare il benessere finanziario e contenere gli effetti di difficoltà temporanee, ridurre il rischio di essere truffate, favorire l’empowerment delle donne e la loro indipendenza, ridurne la vulnerabilità, permettere alle madri di essere un role model positivo in famiglia.

Tornando all’alfabetizzazione finanziaria, i concetti più conosciuti (per oltre il 70%) riguardano la relazione rischio-rendimento e la valutazione del costo dei mutui. Rispetto ai cosiddetti  big three ( i concetti di inflazione, diversificazione del rischio e interesse semplice), questi sono conosciuti da una fascia compresa tra il 60 e il 65% delle nuove generazioni. Le conoscenze finanziarie sono più alte tra gli studenti - in particolare tra coloro che hanno intrapreso indirizzi scientifici o tecnici - rispetto a chi già lavora o è in cerca di occupazione; vi è inoltre un divario a sfavore delle regioni di Centro, Sud e Isole. 

La raccolta di informazioni economico-finanziarie avviene principalmente sul web, come confermano anche i dati di Consob, che sottolineano come il 67% degli investitori si affidi principalmente a ricerche su internet, confermando la centralità del web come strumento di aggiornamento. Seguono la televisione, scelta dal 43% del campione, e i siti web degli intermediari finanziari, consultati dal 36%. Particolarmente apprezzati sono anche i video online, utilizzati dal 32% degli intervistati per approfondire tematiche finanziarie. I social media sono, invece, il mezzo di informazione maggiormente diffuso tra i giovani: lo utilizza il 36% del campione e il 58% del sottogruppo tra i 18 e i 34 anni.

L’educazione finanziaria tra i giovani sarà ancor più centrale poiché questi saranno testimoni di un epocale trasferimento di ricchezza inter-generazionale: la ricchezza a livello globale si sposterà, infatti, sempre di più nelle mani degli under 25 (+13 p.p. vs 2023) e della generazione compresa tra i 25 e i 40 anni (+24 p.p.), mentre diminuirà il livello di ricchezza gestita dagli over 60.

"L'educazione finanziaria è per i giovani, e in modo particolare per le giovani donne, una delle competenze più importanti per la crescita e la formazione di cittadini e cittadine libere e consapevoli” - afferma la Presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi - “L'indipendenza dell'individuo è determinata almeno in parte dall'avere una occupazione e dal sapere gestire il proprio denaro in maniera consapevole, che al giorno d'oggi significa conoscere almeno gli strumenti finanziari di base ed essere in grado di amministrare il proprio patrimonio".

“Nel loro percorso professionale e di vita i giovani si trovano a dover affrontare molti ostacoli, gran parte dei quali dovuti all’attuale congiuntura socio - economica: nostro dovere è agevolare il loro cammino verso la stabilità lavorativa e la piena realizzazione personale. Momenti di confronto come questo sono estremamente utili per ragionare insieme sulle soluzioni da adottare affinché i Millennial e gli esponenti della Generazione Z possano mettere a frutto le loro capacità, anche in ottica di sviluppo. Temi come l’educazione finanziaria e l’imprenditoria giovanile sono prioritari per il futuro del nostro Paese”, ha affermato Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi verdi, Regione Lombardia.

“Per Unipol lavorare con i giovani e per i giovani è sempre stato un obiettivo che contraddistingue la strategia di responsabilità sociale” - commenta Marisa Parmigiani, Responsabile Sustainability per il Gruppo Unipol e Direttrice della Fondazione Unipolis - “Questo evento è un’occasione importante per fare sintesi di diverse riflessioni e cogliere spunti di sviluppo dai nostri stakeholder. L’incontro è infatti il risultato della preziosa collaborazione con il Consiglio Regionale Unipol della Lombardia e in particolare con il suo Presidente, Andrea Painini, che attivamente sono protagonisti della creazione di valore di Unipol sul territorio lombardo.”


I materiali del convegno

Indagine "MILLENNIALS E GEN Z. Chi sono e cosa vogliono davvero" Massimo Di Braccio, Direttore Kkienn (PDF)

"Investimenti e crescita consapevole" Luigi Conte, Presidente Anasf (PDF)

"L’educazione finanziaria: uno strumento di consapevolezza per le giovani donne" Alessandra Mori – Banca d’Italia (PDF)


Le video interviste realizzate a margine dell'iniziativa

https://youtu.be/gXRv1cft7hg

https://youtu.be/lt_cUPlEcxI

https://youtu.be/4FGQLMYHRA8

https://youtu.be/EPwWbSty_jw

https://youtu.be/pm96pVmCfSQ

https://youtu.be/_wYrInuzWK8

https://youtu.be/iTvUNy6PWkQ

https://youtu.be/7Og7JzAV4Z0

https://youtu.be/gpEiW0wZdDk


Il video promo mostrato durante il convegno de "I dimenticati" l'opera lirica in forma cantata. Il libretto è stato scritto da Felicia Bongiovanni ed Elisabetta Righini

https://youtu.be/o6fmqUJeDCQ?si=odfxqrb04b8PKM2o


La gallery fotografica dell'evento


Il 28 novembre a Milano il convegno sull’educazione finanziaria dei giovani

Si terrà giovedì 28 novembre 2024, a partire dalle ore 10 presso la Sala Morghen del Palazzo Confesercenti a Milano, l’evento “L’educazione finanziaria dei giovani: investire e fare impresa per un futuro sostenibile”.

L’appuntamento si inserisce all’interno del calendario della Settima Edizione del Mese dell’educazione finanziaria ed è finalizzato a riportare al centro del dibattito pubblico il tema del rapporto delle giovani generazioni (Generazione Z e Millennials) con il denaro, attraverso tre diverse angolazioni prospettiche: l’educazione finanziaria, gli investimenti, l’imprenditoria giovanile. Questi tre argomenti verranno affrontati in ottica di sviluppo sostenibile, avendo come riferimento l’Agenda 2030 con i suoi SDGs. Attraverso il contributo di molteplici attori pubblici e privati, del mondo accademico e scientifico e delle realtà associative di rappresentanza, verranno forniti stimoli di riflessione al fine non solo di arricchire i punti di vista ma anche di ragionare su soluzioni praticabili, a beneficio delle giovani generazioni, della collettività e dei policy maker.

L’iniziativa prevede, inoltre, la presentazione dei risultati di una ricerca sulla visione del mondo delle nuove generazioni e il loro posizionamento valoriale e culturale nei confronti della gestione del risparmio.

L’evento, realizzato dal CRU (Consiglio Regionale Unipol) della Lombardia - che è costituito dalle rappresentanze regionali delle organizzazioni datoriali Legacoop, Confcooperative, AGCI, Confesercenti, CIA e CNA, delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, unitamente ad alcune associazioni quali ACLI, ARCI, Legambiente, Libera e Cittadinanza Attiva – ha il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, oltre a quello di ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).

Il CRU Unipol della Lombardia, che è costituito da Legacoop, Confcooperative, AGCI, Confesercenti, CIA, CNA, CGIL, CISL, UIL, ACLI, ARCI, Legambiente, Libera e Cittadinanza Attiva, pone al centro del suo operato lo sviluppo sostenibile del territorio lombardo. I CRU sono organismi informali che aggregano gli stakeholders del Gruppo Unipol, nonché un’ampia rete di rappresentanza di molteplici interessi che vedono in esso un luogo importante di confronto sui temi economici e sociali del territorio, le opportunità e le strategie di sviluppo comuni.